Domanda di: Sig. Ettore Valentini | Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026 Valutazione: 4.2/5
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Albert Einstein credeva nel "Dio di Spinoza", un'entità impersonale coincidente con l'armonia, l'ordine e le leggi fisiche dell'universo, rifiutando categoricamente un Dio personale, antropomorfo, che premia o punisce. La sua era una "religione cosmica" basata sul profondo stupore per la struttura razionale della natura, descritta spesso come panteismo o spiritualità intellettuale.
Ecco perché Einstein non poteva essere considerato un ateo, non fosse altro perché, negando Dio quale fondamento trascendentale di tutto l'ordine, non vi potrebbe essere più alcun pensiero razionale, e nemmeno una scienza.
In realtà il fisico tedesco ha attraversato diverse fasi nei suoi rapporti con dio e la religione. È nato, infatti, in una famiglia di origini ebraiche: ma né il padre né la madre frequentavano la sinagoga. Non erano praticanti. E hanno educato il figlio in maniera molto laica.
"Credo nel Dio di Spinoza, che si rivela nell'armonia legale del mondo, non in un Dio che si preoccupa del destino e delle azioni dell'umanità", rispose Einstein.
È il caso di Epicuro (341-270 a.C.), seguace del materialismo democriteo, il quale riconosce la realtà degli dèi, che tuttavia propone di non affermare per evitare il timore della morte, e perché in fondo gli dèi sono “indifferenti” alle sorti degli uomini.