Giulio Cesare e Cleopatra comunicavano principalmente in greco antico (koinè), che all'epoca era la lingua franca della cultura e della politica nel Mediterraneo orientale. Entrambi erano colti e bilingui: Cleopatra, di origine macedone, conosceva il greco e l'egiziano, mentre Cesare era istruito alla cultura greca, diffusa tra l'élite romana.
Il latino era la lingua politica della Repubblica Romana, anche se, per quanto l'élite romana parlasse greco in privato, il discorso pubblico era fatto in latino. Se Cleopatra avesse avuto l'obiettivo di sedurre qualche generale romano... sì, probabilmente non si sarebbe mai preoccupata di imparare il latino.
Cesare, essendo un romano istruito, era fluente sia in greco che in latino, e le sue famose ultime parole furono registrate da Svetonio come pronunciate in greco. Bayek, essendo sposato con una donna mezzo greca e vivendo in un regno conquistato dai greci, parlava quasi certamente egiziano e greco.
Legata alla cultura faraonica e sua espressione diretta, la lingua egiziana classica costituì per secoli un modello ideale di comunicazione: una lingua nata dal parlato, poi cristallizzatasi come parte integrante della cultura del testo scritto.
Giulio Cesare parlava in greco. Tra l'altro, pare assai improbabile che abbia parlato in latino, dato che all'epoca la lingua utilizzata dalle élite era il greco ed alcuni racconti narrano che Giulio Cesare avesse detto: “Καὶ σὺ, τέκνον”, ovvero “Anche tu, figlio?”.