La patria dei tortellini, si sa, è l'Emilia. La leggenda fa risalire il tutto all'episodio della Secchia Rapita, sfociato in una delle grandi battaglie del Medioevo nella quale si scontrarono Bologna e Modena nel 1325 a causa - si racconta – proprio del furto di un secchio tarlato.
Le prime tracce scritte risalgono al 1112 con il ritrovamento di una pergamena e, successivamente, nel 1169 con una bolla di Papa Alessandro III. Nel XII secolo i tortellini in brodo erano serviti nel menù di Natale nelle case bolognesi.
Sono Cristoforo di Messisbugo e Bartolomeo Scappi, infatti, i due cuochi della corte estense i primi a citare i Cappelletti come ricetta sia per descriverne la forma che per prescriverne il “battuto” o “compenso”, come viene definito il contenuto.
La Treccani scrive che la parola tortellino è un diminutivo della parola tortello e sta a indicare un tipo di “pasta alimentare tipica dell'Emilia-Romagna e zone vicine, costituita da piccoli fagottini di pasta all'uovo farciti, che si presentano con l'aspetto di un minuscolo cappello medievale”.
Più di 70: tutte diverse per forma, ce ne sono di quadrate, rettangolari, triangolari, circolari, a mezzaluna, a fagottino e anche a caramella, e per ingredienti del ripieno e, chilometro più chilometro meno, anche per provenienza almeno secondo i nomi: tortellini di Bologna, cappelletti di Modena, pansoti liguri…