L'ipermetropia può peggiorare col tempo o, più precisamente, sembrare peggiorare. Sebbene nei bambini tenda a regredire, negli adulti il difetto congenito spesso resta latente grazie allo sforzo muscolare (accomodazione) del cristallino. Con l'età e la comparsa della presbiopia (dopo i 40-45 anni), l'occhio non riesce più a compensare, rendendo il difetto evidente e peggiorando la visione da vicino.
Capita spesso che il paziente lievemente ipermetrope accusi intorno ai 40-45 anni un peggioramento repentino della vista: questo è conseguenza della presbiopia, in cui il cristallino perde la sua capacità accomodativa.
Quando la vista si stabilizza, in genere verso i 18-21 anni, l'ipermetropia può essere trattata chirurgicamente con un intervento di correzione rifrattiva con il laser.
L'ipermetropia lieve (da 0 a 3 diottrie) è generalmente asintomatica e viene compensata dal potere accomodativo del cristallino, permettendo una visione chiara sia da vicino che da lontano. Tuttavia, questa capacità diminuisce con l'età, soprattutto dopo i 40 anni, quando può manifestarsi la presbiopia.
L'ipermetropia è quasi sempre dovuta a un bulbo oculare eccessivamente corto. Una lieve ipermetropia è presente nella prima infanzia (ipermetropia fisiologica). Tale ipermetropia (1-2 diottrie) tende a diminuire spontaneamente dai 5-6 anni ai 12- 13 anni fino a regredire completamente.