Domanda di: Ing. Naomi Bianchi | Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2026 Valutazione: 4.4/5
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Sì, la banca può pignorare un conto corrente se esiste un titolo esecutivo (sentenza, decreto ingiuntivo) e il creditore notifica l'atto di pignoramento, bloccando le somme presenti sul conto e quelle accreditate successivamente, entro limiti specifici, soprattutto per stipendi e pensioni, garantendo sempre una somma minima vitale (triplo dell'assegno sociale).
Il pignoramento del conto corrente è una misura disciplinata dagli articoli 543 e seguenti del Codice di Procedura Civile. Può essere avviato solo in presenza di un titolo esecutivo, come un decreto ingiuntivo non opposto o una sentenza passata in giudicato.
Qual è il limite minimo per il pignoramento di un conto corrente?
«Il pignoramento del conto corrente può riguardare solo le somme che superano 1.616,04 €, corrispondenti al triplo dell'assegno sociale 2025.» Nel caso di accredito di stipendi o pensioni, valgono regole e limiti specifici per garantire il cosiddetto minimo vitale.
Quali sono i nuovi limiti per il pignoramento del conto corrente nel 2025?
Ad esempio, per l'anno 2025, il limite di pignoramento è stato elevato a 1.603,23 euro, a fronte di un assegno sociale di 534,41 euro. Ciò implica che, su un conto corrente con un saldo di 3.000 euro, la parte pignorabile ammonta a 1.395,77 euro.
– Se l'accredito avviene dopo il pignoramento, il prelievo forzato può avvenire nella misura massima di un quinto, secondo quanto previsto dalla legge. Se il conto è cointestato, il pignoramento può colpire solo la quota del debitore, salvo prova contraria da parte del cointestatario.