La plusvalenza dalla vendita di un terreno non edificabile è tassabile?

Domanda di: Ermes Pellegrino  |  Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2026
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La plusvalenza dalla vendita di un terreno non edificabile (agricolo o incolto) è generalmente tassabile solo se ceduto a titolo oneroso entro 5 anni dall'acquisto. Se venduto dopo tale periodo, la plusvalenza non è soggetta a imposta. L'aliquota applicabile è del 26 % 2 6 % (imposta sostitutiva) o, in alternativa, la tassazione ordinaria Irpef.

Quando si paga la plusvalenza sui terreni?

La vendita di terreni edificabili, se dà luogo a una plusvalenza, è sempre tassata, anche dopo cinque anni dall'acquisto e anche se l'acquisto è avvenuto per successione o donazione. Non sono previste eccezioni. La plusvalenza viene calcolata come differenza tra il prezzo di vendita e il costo fiscalmente riconosciuto.

Chi vende un terreno deve pagare le tasse?

Chi vende un bene immobile può richiedere al notaio, all'atto della cessione, l'applicazione di un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito pari al 26% (fino al 31 dicembre 2019, l'aliquota è stata del 20%).

Che tasse si pagano su un terreno non edificabile?

IMPOSTE - Imposta di registro - Terreni non agricoli e non edificabili. Per le compravendite delle aree la legge di registro dispone, in via generale, l'applicazione dell'aliquota dell'8% (più le imposte ipotecaria e catastale nella misura complessiva del 3%).

Quando la plusvalenza non è tassabile?

Chi vende un immobile può realizzare una plusvalenza immobiliare, cioè un guadagno tassabile. Si tratta della differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto (eventualmente rivalutato e maggiorato delle spese documentate). quando si vende un immobile ricevuto per successione, la plusvalenza non è mai dovuta.

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