Dal punto di vista scientifico, biologico e genetico, la razza umana è una sola: Homo sapiens. La scienza moderna considera il concetto di "razze umane" un costrutto sociale e obsoleto, privo di basi genetiche significative, poiché le differenze fisiche esterne (colore della pelle, occhi) non corrispondono a distinzioni biologiche profonde o gruppi isolati, ma a variazioni clinali dovute all'adattamento e al continuo rimescolamento delle popolazioni nel corso dei millenni.
L'antropologia del XIX secolo riconosceva tre classificazioni dell'Homo sapiens: Europoide, Mongoloide e Negroide, ognuna con distinte caratteristiche morfologiche. Gli studi genetici hanno dimostrato che nel continente africano si ha la maggiore diversificazione genetica degli esseri umani.
Perché la scienza indica che nella nostra specie Homo sapiens non esistono razze, cioè gruppi con caratteristiche genetiche comuni e diverse da quelle di altri gruppi. Il motivo sta nella grande mobilità tipica degli esseri umani: nei millenni le diverse popolazioni si sono mescolate continuamente, scam- biandosi geni.
Gli umani sono classificati come appartenenti alla specie Homo sapiens, che tuttavia non è la prima specie di homininae: la prima specie di genere Homo, l'Homo habilis, venne teorizzata come evolutasi in Africa orientale almeno 2.000.000 di anni fa che riuscì a popolare l'Africa in tempi relativamente brevi.
Razza mediterranea. La razza mediterranea è una delle tre presunte sub-razze europoidi elencate da William Z. Ripley in The Races of Europe (1899), insieme a quella nordica e alpina, accomunata globalmente per caratteristiche antropometriche e culturali in una civiltà mediterranea.