L'Agenzia delle Entrate può vedere i conti correnti?

Domanda di: Bibiana Ferraro  |  Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2026
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L'Agenzia delle Entrate può accedere ai conti correnti italiani attraverso l'Anagrafe dei Rapporti Finanziari. Questo include il monitoraggio di saldi, movimenti, bonifici e prelievi per individuare anomalie o redditi non dichiarati. I controlli possono essere effettuati fino a 5-6 anni precedenti, utilizzando anche algoritmi come l'"anonimometro".

Quando l'Agenzia delle Entrate controlla il conto corrente?

L'Amministrazione finanziaria, infatti, ha un limite ben definito entro cui può effettuare accertamenti sui conti correnti: di norma, il termine massimo è di 5 anni, calcolati a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Cosa può vedere l'Agenzia delle Entrate?

Cosa può controllare l'Agenzia delle Entrate?

  • saldo del conto;
  • movimenti bancari (bonifici, accrediti, addebiti);
  • investimenti (titoli, fondi comuni);
  • esistenza di cassette di sicurezza (senza entrare nel merito del contenuto);
  • assegni;
  • carte di credito e di debito;
  • carte prepagate (anche senza IBAN, come le Postepay).

Chi può controllare il mio conto corrente?

Il controllo del conto corrente di imprenditori ma anche di lavoratori dipendenti e disoccupati viene effettuato dalla Guardia di Finanza o dall'Agenzia delle Entrate per verificare eventuali evasioni fiscali.

Il fisco può entrare nei conti correnti?

I contribuenti che evadono il fisco – e che quindi hanno ricevuto un avviso o una cartella per non aver pagato – si troveranno l'Agenzia delle entrate riscossione nel proprio conto corrente.

Cosa RISCHI se dai il tuo codice IBAN? | Avv. Angelo Greco