L'anima sopravvive alla morte?

Domanda di: Dott. Radames Russo  |  Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2026
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La credenza nella sopravvivenza dell'anima alla morte fisica è un pilastro in molte religioni e filosofie, sostenendo che l'essenza dell'individuo (coscienza, personalità) persista dopo il decesso corporeo. Il Cristianesimo, l'Islam e le tradizioni induiste, ad esempio, vedono la morte come un passaggio, non come una fine, in cui l'anima prosegue il suo cammino.

Qual è il destino dell'anima dopo la morte?

Dopo la morte, secondo le diverse tradizioni spirituali e religiose, l'anima intraprende un viaggio verso una dimensione successiva, che può essere il paradiso, l'inferno, il purgatorio (per purificazione), o un ciclo di reincarnazione, con l'idea di fondo che l'essenza spirituale continui a esistere, trasmutando il corpo fisico e proseguendo un percorso evolutivo o di giudizio. 

Cosa succede nel momento del trapasso?

Nel momento del trapasso, intorno cala il silenzio, come se dietro il defunto si chiudesse una porta. Il respiro affannoso si ferma, il rantolo scompare: la morte si è compiuta.

Perché l'anima è immortale?

Platone, nella sua opera “Fedone”, argomentava che l'anima è immortale perché è immateriale e indistruttibile. Secondo Platone, l'anima esisteva prima della nascita del corpo e continuerà a vivere dopo la morte del corpo, in un'altra esistenza spirituale.

Cosa c'è dopo la morte secondo la fisica quantistica?

Con la morte, i prodotti chimici quantistici – i microtubuli – fuggirebbero dal sistema nervoso per entrare nell'universo. La coscienza è una specie di programma per contenuti quantistici nel cervello, la quale persiste nel mondo dopo la morte del corpo degli esseri umani.

Dott. Massimo Citro, l'anima e la morte (Intervista di qualche anno fa)