L'elettrocardiogramma può rilevare un infarto?

Domanda di: Erminia Basile  |  Ultimo aggiornamento: 2 aprile 2026
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Sì, l'elettrocardiogramma (ECG) è uno strumento fondamentale e di prima linea per rilevare un infarto in corso o pregresso, registrando l'attività elettrica cardiaca. Alterazioni specifiche, come modifiche del tratto ST o onde Q, evidenziano il ridotto apporto di sangue (ischemia) o il danno miocardico, anche se a volte sono necessari ulteriori accertamenti come enzimi cardiaci o imaging.

Come riconoscere un infarto con elettrocardiogramma?

I principali segni ECG di un infarto includono il sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) per occlusioni acute, il sottoslivellamento del tratto ST o l'inversione dell'onda T (NSTEMI) per ischemia, e la comparsa di onde Q patologiche (indicanti necrosi), spesso precedute da alterazioni transitorie del segmento ST e dell'onda T, con la specifica localizzazione dei cambiamenti che indica l'arteria coronaria coinvolta. L'ECG è fondamentale per una diagnosi rapida, ma va integrato con sintomi e biomarker (es. troponina).

Cosa esclude l'elettrocardiogramma?

L'elettrocardiogramma o ECG è un esame diagnostico volto a registrare l'attività elettrica del cuore, al fine di valutarne lo stato di salute ed individuare diverse anomalie cardiache, patologie oppure aritmie.

Quale esame fare per vedere se si ha avuto un infarto?

L' elettrocardiogramma (ECG). Sul paziente a riposo, l'ECG permette di individuare anomalie nell'attività elettrica del cuore e individuare un'eventuale ischemia del miocardio.

Quando viene un infarto, la pressione è alta o bassa?

Quando si ha un infarto la pressione è alta o bassa? La pressione alta è uno dei fattori di rischio che possono portare all'infarto miocardico. Dopo l'infarto, la pressione molto bassa può indicare uno stato di shock associato a insufficienza renale, una complicanza grave e potenzialmente fatale.

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