Giacomo Leopardi ha idealizzato Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa, dedicandole la celebre poesia A Silvia dopo la sua morte prematura per tisi nel 1818. Sebbene non vi sia certezza di un amore corrisposto o dichiarato, lei rappresenta per il poeta il simbolo della giovinezza spezzata e delle speranze svanite.
Fanny Ronchivecchi, nata a Firenze nel 1801 (e lì deceduta nel 1889), sposata col medico e botanico Antonio Targioni Tozzetti, ebbe un posto importante nella vita mondana e culturale della città. Leopardi la incontrò nel maggio 1830, e subito se ne innamorò.
L'anno successivo muore Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi: dieci anni dopo il poeta la canterà, in uno dei suoi canti più intensi, con il nome di Silvia.
Geltrude sposò nel 1808 il conte Giovanni Giuseppe Lazzari (la loro figlia Vittoria Lazzari Regnoli sarebbe poi divenuta amica e corrispondente di Paolina). Tra l'11 e il 14 dicembre 1817, una visita della famiglia Lazzari a palazzo Leopardi fu occasione del primo innamoramento di Giacomo.
Il mondo accademico in rivolta. Eppure il mondo accademico non ha ben accolto la notizia. Non certo perché fosse un mistero, l'omosessualità dell'autore di A Silvia. Bensì perché Buffoni toglie il velo alla più scomoda delle verità: quella che l'autore definisce come il “neutro accademico eterosessuale”.