No, Mussolini non ha creato l'INPS, ma il regime fascista ha riorganizzato e rinominato un sistema di previdenza sociale già esistente, nato nel 1898 con la Cassa Nazionale di Previdenza per gli operai, rendendolo più centralizzato e propagandisticamente "fascista" come Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale (INFPS) nel 1933, che divenne poi l'INPS dopo la guerra. L'obbligatorietà dell'assicurazione pensionistica per i dipendenti privati era già stata introdotta nel 1919, prima dell'avvento del fascismo.
Nel 1919 nacque il sistema della pensione statale per il settore privato, con la fondazione della Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali. Fu anche introdotto uno tra i primi schemi europei di assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria.
A partire dal 5 agosto 1937 il governo fascista di Benito Mussolini, introdusse l'obbligo di erogare una tredicesima mensilità (ovvero una mensilità aggiuntiva rispetto alle 12 ordinarie) ai soli impiegati dell'industria (art. 13 del CCNL del 5 agosto 1937).
La Cassa nazionale di previdenza (antenata dell'attuale Inps) in regime volontario nacque nel 1898 e già nel 1907 pagò le prime pensioni a quattro operai del Vercellese divenuti inabili al lavoro: a beneficiarne furono due uomini e due donne, Giovanni Battista Rosso di Pertengo, Clemente Balzaretti di Vercelli, ...