Sì, l'analisi dell'acqua potabile in condominio è obbligatoria per l'amministratore, in base al D.Lgs. 18/2023, per garantire la salubrità dell'acqua fino ai rubinetti, con responsabilità e sanzioni (5.000-30.000 €) in caso di mancato adempimento. Sono necessarie analisi chimiche e microbiologiche periodiche (almeno annuali, ma spesso più frequenti), soprattutto in presenza di impianti datati (piombo, rame), autoclavi, cisterne o altri sistemi centralizzati, per verificare parametri come legionella, cloro e metalli pesanti, e l'amministratore deve documentare i risultati e agire in caso di non conformità.
Sul proprietario o sull'amministratore gravano degli obblighi generali (articolo 4) più gravosi e costosi che in passato, sia con riferimento alla qualità e salubrità dell'acqua che alle eventuali perdite dell'impianto.
Cosa stabilisce l'articolo 71 bis riguardo la formazione dell'amministratore di condominio?
L'articolo 71-bis delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile stabilisce che per essere amministratore di condominio è necessario avere i diritti civili, non avere condanne penali specifiche, e possedere un diploma di scuola media superiore e aver frequentato un corso di formazione iniziale (72 ore) e successivi corsi di aggiornamento periodico (minimo 15 ore annuali), con un'eccezione per gli amministratori-condomini che possono essere esonerati da diploma e formazione iniziale, ma non dall'aggiornamento. La violazione di questi requisiti può portare alla nullità della nomina e all'impossibilità di richiedere il compenso.
Ogni condominio può imporre a tutti l'installazione dei contatori dell'acqua individuali. Lo può fare attraverso procedure semplificate, in assemblea. Ma si può procedere anche con l'ordinanza del Giudice di Pace.
Che cosa prevede la legge per verificare la potabilità delle acque?
L'analisi dell'acqua potabile prevede il controllo di 53 parametri, così suddivisi: 28 parametri relativi ad elementi indesiderabili e tossici, per cui sono previsti limiti imperativi di concentrazione (salvo concessione di deroghe);