Domanda di: Ian Caruso | Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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Nel 323 a.C. muore Alessandro Magno e ad Atene si manifestano i mai sopiti odii antimacedoni; Aristotele, guardato con ostilità per il suo legame con la corte macedone, è accusato di empietà: lascia allora Atene e con la famiglia si rifugia a Calcide in Eubea, la città materna, dove muore l'anno dopo forse per una ...
Aristotele (Stagira, 384 a.C./383 a.C. – Calcide, 322 a.C.) è considerato, assieme a Platone, il filosofo più importante per l'evoluzione del pensiero occidentale.
Nel 347 a.C., dopo la morte di Platone, Aristotele si recò ad Atarneo, città governata dal tiranno Ermia, scolaro dell'Accademia e suo amico; successivamente si trasferì ad Asso, dove fondò una scuola e rimase per circa tre anni, e a Mitilene, nell'isola di Lesbo, per insegnare e svolgervi ricerche di scienze naturali.
Il più famoso dei filosofi, il leggendario Socrate, fu condannato a bere un potente veleno, la cicuta, in seguito all'accusa di corrompere i giovani e di non credere negli dèi. Il misfatto avvenne nel 399 a.C., e Platone lo ricorda in un dialogo ricco di pathos, il Fedone.