Poiché ritiene che la sua bellezza sia superiore a tutti, si innamora della propria immagine riflessa in uno specchio d'acqua e muore. Tuttavia, solo un giovane, Aminia
Aminia
Aminia era un giovane innamorato di Narciso, il vanitoso che venerava sé stesso. Secondo Conone, Narciso respingeva tutti i suoi molti innamorati, sia donne avvenenti che giovani abbienti, fino a farli desistere. Solo Aminia non si dava per vinto.
Completando la simmetria del racconto, preso dalla disperazione e sopraffatto dal pentimento, Narciso prese la spada che aveva donato ad Aminia e si uccise trafiggendosi il petto. Dalla terra sulla quale fu versato il suo sangue, si dice che spuntò per la prima volta l'omonimo fiore.
Qual è l'errore in cui cade Narciso e che si rivela fatale per lui?
La vendetta divina non tardò e si compì quando Narciso ammirò per la prima volta la sua immagine riflessa, tanto da rimanerne ammaliato. Fu così che si innamorò perdutamente di se stesso e preso dalla disperazione per non poter ricambiare questo amore, prese come Aminia una spada e si trafisse.
In che cosa consiste la trasformazione di Narciso?
La metamorfosi del mito si svolge davanti ai nostri occhi. Lo vediamo nell'immagine di Narciso che è improvvisamente trasformato in una mano che si alza dal suo stesso riflesso. Questa mano trattiene con la punta delle dita un uovo o un seme da cui nascerà il fiore.
In che senso la morte di Narciso conferma la profezia di Tiresia?
Si volle vendicare e lo portò Narciso nella fonte e sì innamorò di se stesso. La morte di Narciso conferma la profezia del veggente perché non doveva guardare se stesso. Questo mito educa al rispetto delle persone e condanna il narcisismo cioè adorazione e amore nei propri confronti.