Domanda di: Dr. Leone Fiore | Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2026 Valutazione: 5/5
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Mangiarsi le parole (o tachilalia) è un fenomeno legato principalmente a una velocità di eloquio eccessiva rispetto alla capacità articolatoria, spesso causata da ansia, eccitazione, abitudini consolidate o pigrizia dei muscoli facciali. Questa disfluenza porta a non completare i suoni, rendendo il parlato poco comprensibile, e talvolta è associata a pensieri più veloci delle parole stesse.
Chi parla troppo in fretta tende a mangiarsi le parole perché non dà il tempo ai muscoli del viso e all'apparato fonatorio di articolare bene ogni suono. La velocità del pensiero è spesso superiore a quella delle parole: si parla troppo velocemente, ma così facendo si perdono pezzi per strada.
Chi si mangia le parole, semplicemente non pronuncia tutte le sillabe che le compongono, ottenendo il risultato, a scuola, in ufficio, al lavoro o quando parla in pubblico, di rendere incomprensibili i suoi discorsi.
Come si dice quando una persona si mangia le parole?
È definita un eco-fenomeno cioè un comportamento imitativo che avviene senza controllo cosciente. L'ecolalia è presente nelle fasi inziali dello sviluppo del linguaggio del bambino ed è anche un sintomo caratteristico di diversi disturbi neuropsicologici.
Questo disturbo può dipendere da vari fattori, come l'ansia, l'eccitazione, o una semplice abitudine, e in alcuni casi può essere associato a difficoltà nel controllo della respirazione o nella gestione del flusso verbale.