Perché aspirina per infarto?

Domanda di: Dott. Jacopo Pellegrino  |  Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2023
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In aggiunta, l'aspirina blocca l'azione delle piastrine, le cellule del sangue che aggregandosi tra loro formano il coagulo, un processo fisiologico che pone fine a un sanguinamento in atto, per esempio quando ci procuriamo delle ferite.

Quale aspirina in caso di infarto?

La terapia di elezione prevede l'assunzione quotidiana di cardioaspirina (aspirina a basso dosaggio). Negli ultimi vent'anni, però, si è fatta strada un'altra categoria di antiaggreganti: gli inibitori del recettore P2Y12. L'effetto è analogo a quello garantito dall'«aspirinetta».

Quanta aspirina in caso di infarto?

Raccomandazione 1 Nei pazienti con dolore toracico sospetto, al momento del primo contatto medico, in assenza di controindicazioni, deve essere somministrata aspirina in una formulazione ad assorbimento rapido (masticabile, alla dose orale di 150-300 mg o per via endovenosa alla dose di 250-500 mg).

Cosa prendere per prevenire infarto?

Per la profilassi dell'infarto al miocardio, si raccomanda di assumere 75-325 mg di attivo per via orale, una volta al giorno, per tutta la vita. Eparina (es. Eparina Cal Acv, Eparina Sod. Ath, Ateroclar, Trombolisin): abbatte il rischio della formazione di coaguli.

Perché l'aspirina fluidifica il sangue?

Il farmaco agisce inibendo l'effetto aggregante delle piastrine nei vasi sanguigni in cui colesterolo e placche possano ostruire parzialmente il flusso. L'aggregazione in coaguli può determinare un attacco acuto, cardiaco o cerebrale (ictus).

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