La monarchia persiste perché offre un simbolo di stabilità, unità nazionale e continuità storica, fungendo da figura neutrale al di sopra della politica partitica, specialmente in paesi multietnici o in crisi; i sovrani moderni spesso agiscono come ambasciatori e rappresentanti dello stato, mantenendo l'identità nazionale e il legame con il passato, in molti casi come monarchie parlamentari dove il monarca ha un ruolo cerimoniale.
Con la fine della guerra e del regime fascista, l'Italia affrontò la questione della sua forma di governo. Il 2 giugno 1946, un referendum istituzionale sancì la fine della monarchia e la nascita della Repubblica Italiana.
Al 2024, rimangono dodici monarchie sovrane in Europa: sette sono regni (Belgio, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svezia), tre sono principati (Andorra, Liechtenstein e Monaco), mentre è presente un solo granducato, il Lussemburgo.
Questo elemento è ricorrente nella gran parte delle monarchie europee, tra cui le monarchie parlamentari del Regno Unito, Spagna, Norvegia, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo e di altri micro-Stati con monarchia (Liechtenstein, Monaco e Andorra) o monarchia teocratica elettiva (Città del Vaticano).