Domanda di: Harry Barbieri | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Celestino
Celestino
Celestino V, nato Pietro Angelerio (o secondo alcuni Angeleri), detto Pietro da Morrone e venerato come Pietro Celestino (Isernia o Sant'Angelo Limosano, 1209/1215 circa – Fumone, 19 maggio 1296), è stato il 192º Papa della Chiesa cattolica dal 29 agosto al 13 dicembre 1294.
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fu da lui rinchiuso nel castello di Fumone, dove morì nel maggio 1296. Dante lo pone con ogni probabilità tra gli ignavi dell'Antinferno, indicandolo come colui / che fece per viltade il gran rifiuto (Inf., III, 59-60; non sono mancate altre identificazioni, tra cui Pilato, Esaù, Giuliano l'Apostata).
Perché Dante mette Celestino quinto tra gli ignavi?
Secondo Dante quindi con la sua rinuncia, Celestino V favorì l'ascesa dell'uomo che avrebbe distrutto la sua Patria e che parimenti, ne avrebbe causato la rovina personale condannandolo all'esilio perpetuo.
Nel III canto dell'inferno Dante Alighieri accusa quindi Celestino V di essersi sottratto alle sue responsabilità nei confronti della Chiesa e della Cristianità, provocando al contempo, con la sua rinuncia al pontificato, l'ascesa di Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani, del quale il poeta, in aperta ...
La colpa attribuita è quella del “rifiuto” – o meglio, rinuncia – del soglio pontificio: eletto a Perugia in un conclave composto da soli 11 porporati il 5 Luglio 1294, rassegnò le “dimissioni” il 13 Dicembre del medesimo anno.
Il 5 luglio 1294 venne eletto papa inaspettatamente dal conclave dei cardinali riuniti a Perugia, scegliendo di chiamarsi Celestino V. La tradizione letteraria è solita identificare l'anonimo ignavo con il papa molisano, sostenendo che il “gran rifiuto” sia la sua rinuncia al papato il 13 dicembre del 1294.