Perché ci sono i cipressi in Toscana?

Domanda di: Gianantonio Cattaneo  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
Valutazione: 5/5 (18 voti)

La Toscana è molto legata ai cipressi. Il loro uso risale agli Etruschi che li coltivavano a fini ornamentali e per usarne il legno. Poi, nel tempo, sono stati usati per delineare le proprietà, da qui l'usanza di piantare due cipressi all'entrata della propria abitazione.

Chi ha portato i cipressi in Toscana?

Le origini del cipresso

Fu importato in Italia dai Fenici e dai Greci, mentre in Toscana, dagli Etruschi.

Che significato ha il cipresso?

Il cipresso esercita da sempre una funzione importante nei siti religiosi e monumentali, ed ha assunto un significato simbolico ambivalente di pianta della vita e della morte. I Persiani vi coglievano l'immagine evocatrice della fiamma e del fuoco e quindi della vita e dell'immortalità.

Perché in cimitero ci sono i cipressi?

I cipressi sono gli alberi tipici dei cimiteri, perché le loro radici scendendo a fuso nella terra in profondità, invece che svilupparsi in orizzontale al contrario delle querce e degli altri alberi a chioma larga, non danno luogo a interferenze con le sepolture circostanti.

Cosa si fa con i cipressi?

Il cipresso è utile come pianta pioniera nei terreni privi di humus, come frangivento e, in passato, ma ancor oggi come riferimento, come termine di confine. Segnava gli incroci delle strade, fiancheggiava i viali d'ingresso di abitazioni di rilievo, ai lati della casa, più semplicemente, era augurio di una lunga vita.

Come si coltiva il Cipresso nero