Domanda di: Ing. Abramo Rinaldi | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2026 Valutazione: 4.6/5
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Lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto il 4 marzo 1848, è fondamentale perché rappresenta la prima carta costituzionale dell'Italia unita (esteso nel 1861) e segnò il passaggio dalla monarchia assoluta a quella costituzionale parlamentare. Sancì libertà fondamentali come l'uguaglianza giuridica, la libertà di stampa e di riunione, garantendo un sistema parlamentare sopravvissuto alle rivoluzioni del 1848.
Lo Statuto albertino è il solo in Italia a non venire abrogato dopo la fine del biennio rivoluzionario 1848-1849. Ciò renderà possibile la sopravvivenza nel Regno di Sardegna di un sistema parlamentare e di diritti civili e politici di stampa, riunione, associazione.
Considerato spesso dalla storiografia come il coronamento di un processo riformista avviato da Carlo Alberto nell'ottobre del 1847, lo Statuto albertino fu emanato il 4 marzo 1848 e divenne, il 17 marzo 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, la Carta fondamentale dell'Italia unita.
Lo Statuto breve: era una costituzione breve, non perché fosse corta (era composta da 84 articoli), ma perché si limitava a indicare principi generali in materia di libertà individuali e di competenze degli organi costituzionali, senza specificarli in modo dettagliato.
Lo Statuto Albertino si presenta come una costituzione?
Lo statuto corrisponde a ciò che si definisce una costituzione breve: limitandosi a enunciare i diritti (che sono per lo più libertà dallo Stato) e a individuare la forma di governo.