Domanda di: Sig. Nico De Angelis | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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La scrittura del corsivo, sulla base di questi studi, accende il cervello, incrementa la capacità di lettura e di calcolo, stimola l'attenzione e la concentrazione, migliora l'apprendimento e incentiva la motivazione allo studio, permette l'espressione di sé, incoraggiando la creatività e l'originalità, aumenta l' ...
Parlare in corsivo è un modo goliardico di comunicare. Consiste nell'allungare le vocali e pronunciare le parole un po' come 'una cantilena', come spiega su TikTok la 'prof' Elisa Esposito. Si utilizza sui social, ma anche per scherzare tra amici. Un po' come l'alfabeto farfallino che molti 'boomer' usavano da giovani.
La ricerca della pedagogista Ammannati ha messo in luce che ad utilizzare questa scrittura alternativa al corsivo, siano proprio i giovani più insicuri, con maggiori fragilità. Secondo l'autrice, quindi, lo stampatello è una rinuncia all'essere autentici e menomazione della propria espressività.
Il corsivo dovrebbe essere introdotto solo in questa fase (circa metà o fine seconda elementare) perchè nel corsivo le lettere sono unite e non bene distinguibili le une dalle altre. Il corsivo presuppone una letture "globale" della forma della parola nel suo insieme.
In tipografia il corsivo, detto anche aldino (dall'ideatore Aldo Manuzio), è uno stile di carattere contraddistinto da una leggera inclinazione delle lettere verso destra. Nasce per imitazione della scrittura a mano. In francese è chiamato italique, in inglese italic, mentre in tedesco è reso col termine Kursivschrift.