Exor ha venduto Iveco (finalizzata nel 2025-2026) principalmente per riposizionare il proprio portafoglio verso settori ad alta crescita come lusso, sanità e tecnologia, abbandonando la produzione industriale tradizionale. La cessione, che ha fruttato circa 3,8 miliardi di euro da Tata Motors (civile) e 1,7 miliardi da Leonardo (difesa), mira a massimizzare il valore del capitale e a ridurre l'esposizione al settore dei veicoli commerciali.
Perché l'obiettivo non è più l'industria o la produzione, ma il valore. Oggi Exor ha un nav di circa 34 miliardi che in borsa viene tuttavia trattato con uno sconto di circa il 50%: oggi la holding capitalizza poco più di 17 miliardi.
Infatti vogliamo accelerare l'innovazione nel trasporto a zero emissioni e ampliare la nostra presenza nei principali mercati globali. Questa unione ci permetterà di servire meglio i nostri clienti con un portafoglio di prodotti più ampio, avanzato e di offrire valore a lungo termine a tutti gli stakeholder”.
Iveco è stata venduta e non è più italiana: la multinazionale indiana Tata Motors ha acquisito la maggior parte del gruppo (veicoli commerciali, furgoni e bus) per circa 3,8 miliardi di euro, mentre la divisione Difesa (Iveco Defence Vehicles) è stata rilevata da Leonardo per 1,7 miliardi, completando un'operazione di "smembramento" che la vede passare sotto il controllo straniero, con Exor che ha ceduto la sua partecipazione.