Domanda di: Ing. Loredana Esposito | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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L'usanza di aggiungere al calendario un giorno ogni quattro anni alla fine di febbraio risale alla promulgazione del calendario giuliano nell'anno 46 a.C. Il giorno in più veniva introdotto, ogni 4 anni, dopo “il sesto giorno prima delle Calende di marzo”, divenendo il “sesto bis”, da cui l'aggettivo bisestile.
Dal momento che entro un secolo senza utilizzare l'anno bisestile si avrebbe uno sfasamento tra anno solare e anno tropico di circa 24 giorni, si è deciso di introdurre un giorno in più ogni 4 anni per riequilibrare la tempistica. La durata media dell'anno si “allunga”, perciò, rispetto a quella solita.
Il 30 febbraio è un giorno inesistente nel calendario gregoriano poiché il mese di febbraio ha 28 o 29 giorni. Tuttavia a volte, nella storia di alcuni paesi, esso ebbe un trentesimo giorno.
Il 29 febbraio (previsto solo negli anni bisestili) è il 60º giorno del calendario gregoriano. Mancano 306 giorni alla fine dell'anno. Un anno che ha il 29 febbraio è, per definizione, un anno bisestile.
Febbraio passa da 28 a 29 ogni quattro anni, ma perché esistono i bisestili? Oggi è il 29 febbraio, ciò vuol dire che il 2020 è un anno bisestile. I giorni nel 2020 sono quini 366 invece di 365 e questo si verifica ogni 4 anni.