Domanda di: Dr. Gaetano Galli | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2026 Valutazione: 4.4/5
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Giulio Cesare fu ucciso il 15 marzo del 44 a.C. (Idi di Marzo) da un gruppo di senatori, guidati da Bruto e Cassio, per fermare l'accentramento del potere nelle sue mani e il timore che si proclamasse re, restaurando così la Repubblica. La nomina a dittatore a vita e le sue riforme autoritarie avevano creato forte malcontento tra l'oligarchia tradizionale.
Temendo che Cesare volesse farsi re di Roma, un numero variabile di circa 60 o 80 senatori, guidati da «Gaio Cassio, Marco e Decimo Bruto», congiurarono per uccidere il dittatore.
Sicché nel marzo del 44 (le idi di marzo) un gruppo di congiurati guidati da Bruto e da Cassio lo pugnalò a morte nel Senato. Cesare cadde trafitto di fronte alla statua del suo avversario Pompeo.
Bruto così lasciò nella notte l'accampamento repubblicano, abbandonando tanto Pompeo, in fuga verso l'Egitto, dove morì di lì a poco, quanto suo zio Catone, che continuò invece la sua strenua resistenza al dittatore.
Perché oltre ai numerosi amanti, maschi e femmine, Cesare ha avuto anche quattro mogli. La seconda, Cornelia, fu la più amata. La terza, Pompea, di quattordici anni più giovane, fu ripudiata per un tradimento che forse non aveva commesso.