Perché Garibaldi disse Obbedisco?
Domanda di: Cesidia Pellegrini | Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2026Valutazione: 4.1/5 (35 voti)
"Obbedisco" è la celebre e laconica risposta scritta da Giuseppe Garibaldi in un telegramma il 9 agosto 1866, durante la Terza Guerra d'Indipendenza, al generale Alfonso La Marmora, che gli ordinava di cessare le operazioni militari in Trentino (Bezzecca) e ritirarsi; simboleggia l'obbedienza agli ordini, ma anche la profonda amarezza e l'insubordinazione di fatto dei volontari per l'arresto dell'avanzata verso Trento, segnando un momento cruciale del Risorgimento.
Cosa ha detto Garibaldi a Teano?
Garibaldi ed il suo seguito montarono a cavallo, avanzando sul fianco della strada e, alla loro vista, Vittorio Emanuele II si slanciò per incontrarli; quindi Garibaldi si scoprì la testa fasciata, gridando: «Saluto il primo Re d'Italia! »
Cosa vuol dire Obbedisco?
v. intr. [io obbedìsco, tu obbedìsci ecc.; aus. avere] 1 fare ciò che viene ordinato; sottostare all'altrui volontà [+ a]: obbedire ai genitori | detto di un organo, rispondere a un comando, a una sollecitazione: la mano obbedisce agli stimoli del cervello 2 (fig.)
Chi pronunciò la frase "Obbedisco"?
"Obbedisco" è il contenuto del telegramma scritto da Giuseppe Garibaldi, allora capo del Corpo Volontari Italiani, il 9 agosto 1866, in risposta al generale Alfonso La Marmora, che gli aveva intimato di fermare la sua avanzata verso Trento contro gli austriaci nella terza guerra di indipendenza.
Obbedisco come Garibaldi?
#AccaddeOggi – 26 ottobre 1860, Giuseppe Garibaldi incontra il re Vittorio Emanuele II a Teano (Caserta) e, secondo una leggenda, pronuncia la parola “Obbedisco!”. (Si tratta di un clamoroso falso storico, perché Garibaldi usò in realtà quella parola in un'altra circostanza, per altro per iscritto.
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