Il conflitto tra palestinesi e israeliani nasce principalmente dalla contesa per il controllo dello stesso territorio, con radici nella nascita dello Stato di Israele nel 1948, percepita dai palestinesi come un'occupazione della propria terra e la causa della Nakba (la "catastrofe" o esodo del 1948). Le tensioni attuali sono alimentate dall'occupazione militare israeliana, la costruzione di insediamenti, il controllo delle risorse, lo status di Gerusalemme e il blocco della Striscia di Gaza.
Come territorio, la Palestina esisteva ben prima della nascita dello Stato di Israele nel 1948. L'identità statale palestinese, però, resta complessa e discussa, così come il tema del riconoscimento internazionale e della legittimità di entrambi i popoli e dei loro territori.
Le questioni di sicurezza hanno spesso prevalso su considerazioni come il diritto internazionale e i diritti umani dei palestinesi. L'occupazione della Cisgiordania, della Striscia di Gaza e di Gerusalemme Est, così come l'espansione degli insediamenti, sono state giustificate da Israele per motivi di sicurezza.
Israele sostiene che la sua offensiva ha lo scopo, in parte, di distruggere i tunnel utilizzati da Hamas e dai gruppi armati palestinesi nella Striscia di Gaza.
La differenza tra Israele e Palestina riguarda lo status politico, il riconoscimento internazionale e l'amministrazione del territorio. Israele è uno Stato sovrano riconosciuto, mentre la Palestina è un'entità territoriale con autonomia parziale e riconoscimento solo da alcuni Paesi.