I papi scelgono un nuovo nome al momento dell'elezione come segno di totale dedizione al nuovo ufficio, simboleggiando l'inizio di una nuova vita e una svolta nel loro cammino spirituale. Questa consuetudine, che implica la rinuncia al proprio nome di battesimo, serve a indicare la linea programmatica del pontificato, onorare un santo o un predecessore, e segnare continuità o discontinuità con la gestione precedente.
I papi scelgono il nome col quale saranno identificati durante il periodo di pontificato a loro piacimento, spinti da motivazioni diverse. Per esempio, Angelo Giuseppe Roncalli scelse il nome Giovanni XXIII per motivi affettivi e religiosi.
L'affermarsi dal VI secolo della consuetudine di assumere un nome pontificale, accordando i nomi dei papi moderni ed antichi, rispettando un'uniformità di stile nella nomenclatura di tutti i papi a partire dalle origini, ha contribuito e contribuisce a suo modo a perpetuare tale istituzione.
Il Papa ha scelto il nome Leone (Leone XIV) per richiamare la forza, la regalità e il coraggio, ispirandosi a figure storiche come San Leone Magno e Leone XIII, ma soprattutto per affrontare le sfide moderne (come l'intelligenza artificiale) con un approccio di riforma, continuità con il pontificato di Francesco e attenzione alla dottrina sociale, unendo tradizione e attualità.
Soccorso da Mufasa e da Ahadi, riesce a sopravvivere con solo una ferita all'occhio sinistro. Da quel momento Taka si ribattezza Scar ("cicatrice" in inglese).