Domanda di: Fernando Conte | Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2026 Valutazione: 4.1/5
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I pomodori possono causare disturbi in soggetti predisposti a causa di alti livelli di potassio e ossalati, che possono favorire calcoli renali, o per la loro acidità, che provoca reflusso gastroesofageo e bruciore di stomaco. Contengono anche solanina, una sostanza che in grandi quantità (specie nei pomodori verdi) può risultare irritante.
Per il loro elevato contenuto di potassio e ossalati, i pomodori vanno consumati con moderazione da parte di chi soffre di problemi renali. Per pazienti predisposti, infatti, un consumo eccessivo potrebbe aumentare il rischio di formazione di calcoli renali.
Oltre alla vitamina C, il pomodoro fresco è una fonte preziosa di acido folico, cruciale per la prevenzione dei difetti del tubo neurale nel nascituro, e di potassio, che aiuta a regolare la pressione sanguigna e a contrastare la ritenzione idrica tipica del terzo trimestre.
Il consumo normale di pomodori, anche quotidiano (intorno ai 100-200 g/die), in tutte le sue forme, non dà alcun problema di tossicità. L'importante è non esagerare con le quantità.
Il pomodoro, infatti, risulta essere un frutto a basso contenuto di oligosaccaridi fermentati (FO), disaccaridi (D), monosaccardi (M), e polioli (P). Tuttavia, a causa della loro acidità, possono aumentare i disturbi da reflusso o peggiorare i sintomi della sindrome del colon irritabile.