Domanda di: Harry Battaglia | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Principalmente, le colpe sono da attribuire a diete inadeguate (alimentazione povera di fibre e troppo ricca di zuccheri), ingestione massiccia di peli, ingestioni di corpi estranei, vita sedentaria, cambio repentino di alimentazione, sbalzi di temperatura, stress, oltre che da patologie sistemiche.
La terapia si basa principalmente su idratazione, alimentazione assistita, somministrazione di farmaci per il dolore e di farmaci che stimolano la motilità di stomaco e intestino. Poiché il coniglio in stasi non mangia e spesso non beve, si disidrata rapidamente.
Per questi pazienti è indicato un ricovero in clinica ed una terapia principalmente iniettabile. La prima cosa è la fluido terapia: sottocutanea o endovenosa, è fondamentale per ristabilire la corretta circolazione, l'equilibrio elettrolitico e l'idratazione del contenuto gastrico e intestinale.
Il coniglio in blocco intestinale rischia di morire nel giro di poche ore se non viene tempestivamente reidratato e se non viene ripristinata la motilità dell' apparato digerente.
Solitamente, in ospedale, si sottopone il paziente a digiuno di cibi solidi, aumentando l'introduzione di liquidi via flebo, che vadano a idratare le feci. Il trattamento più comune è la somministrazione di lassativi, capaci di favorire e accelerare lo sblocco.