Domanda di: Adriano Romano | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Studiando i dati, si può dedurre che la posizione orografica esercita una influenza molto superiore all'altitudine. E' noto che in montagna si hanno abbondanti nevicate quando le masse d'aria umida si comportano in un certo modo in relazione alle montagne stesse.
Le precipitazioni ad alta quota sono quasi sempre composte da fiocchi di neve che cominciano poi a fondere quando raggiungono la quota alla quale la temperatura dell'aria è di zero gradi (il famoso isoterma di zero gradi) e iniziano ad assorbire energia termica dall'aria circostante.
Quando l'aria calda sale, si espande a causa della diminuzione di pressione. L'espansione dell'aria richiede energia, che viene prelevata dalla sua energia interna. Questo fa sì che, espandendosi con l'aumentare della quota, l'aria che sale si raffredda.
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L'effetto prevalente però è che alle quote inferiori le temperature restano più alte. Inoltre, quando l'aria calda sale verso l'alto, si espande, e ciò, indipendentemente dalla località, provoca una riduzione della temperatura, costante e proporzionale all'altitudine, di circa 6,5 gradi ogni mille metri.
L'aria non è riscaldata dai raggi provenienti direttamente dal Sole, ma soprattutto dal calore immagazzinato e poi emanato dalla superficie terrestre. Questo calore in montagna si disperde più facilmente, perché l'atmosfera è meno densa e perché la neve e il ghiaccio, invece di assorbirli, riflettono i raggi del sole.