L'origine di questa tradizione è molto antica e una giustificazione certa non c'è. Probabilmente, è legata a un vecchio rito propiziatorio che, in molte regioni italiane, prevede di bruciare un fantoccio in pezza, per salutare l'anno che va via. Il carbone, infatti, è simbolo di ciò che rimane di questo falò.
Il carbone simboleggia anche l'anno vecchio, appena trascorso, di cui rimane solo un'ombra scura. Non solo, spesso la befana veniva impersonificata da fantocci effettivamente dati alle fiamme per esorcizzare in qualche modo il tempo ormai trascorso.
Secondo la tradizione, si riempie la calza della Befana con dolci e carbone, perché pare che i Re Magi incontrarono la vecchietta per chiedere informazioni. La Befana non si unì ai Re Magi.
Riempitivo. Proprio al camino sarebbe perciò legata l'usanza di lasciare il carbone: arrivati nelle case dei bambini monelli, questi personaggi non avevano doni da lasciare e riempivano calze e scarpe con quello che trovavano nel camino.
La sua origine discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, mischiandosi con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi.