La proposta su cui Russia e Cina hanno posto il veto faceva seguito alla risoluzione 2118 del settembre 2013, redatta da Russia e Usa, che impone misure sulla base del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite sul “trasferimento non autorizzato di armi chimiche e su ogni uso di armi chimiche, da parte di chiunque, ...
L'evidenza è che gli Stati Uniti, l'Unione Sovietica, il Regno Unito e la Cina hanno tutti favorito il principio dell'unanimità, non solo per il desiderio che le maggiori potenze agissero insieme, ma anche per proteggere i propri diritti sovrani e interessi nazionali.
Il termine veto indica la facoltà di impedire una deliberazione da parte della maggioranza, riservato in seno al Consiglio di Sicurezza dell'ONU a ciascuno dei cinque membri permanenti (Stati Uniti, Russia - che l'ha ereditata dall'URSS -, Regno Unito, Francia e Cina), in base allo Statuto delle Nazioni Unite.
La sua origine la si fa risalire all'antica Roma, quando era riservato ai tribuni della plebe per bloccare provvedimenti emessi da altre autorità, compresi il Senato o altri tribuni, che potessero danneggiare i diritti della plebe da loro rappresentati (Ius intercessionis).
L'art. 27 dello Statuto delle Nazioni Unite, consente a ciascuno di questi cinque membri permanenti (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) di impedire l'approvazione di una risoluzione, semplicemente non esprimendo il proprio voto favorevole.