Domanda di: Sig. Ulrico Ferri | Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026 Valutazione: 4.6/5
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La Germania si è opposta al tetto del prezzo del gas (price cap) principalmente per timori legati alla sicurezza degli approvvigionamenti e al rischio di interruzioni delle forniture. Berlino temeva che un tetto imposto dall'UE potesse portare i fornitori a deviare il gas verso mercati più remunerativi, aggravando la crisi energetica invece di risolverla.
A livello europeo, in media, incidono per il 31%, ma in Italia la percentuale si ferma al 29%. In vetta alla classifica degli Stati Ue si trovano i Paesi Bassi, dove queste voci pesano il 54% della bolletta totale e la Danimarca (48%).
L'economia tedesca è cresciuta dello 0,3% nel trimestre finale del 2025, la performance più forte in tre trimestri, rispetto a una lettura piatta nel periodo precedente e sopra le previsioni dello 0,2%, secondo stime preliminari. In particolare, la spesa delle famiglie e del governo è aumentata.
Secondo i dati Eurostat relativi al primo semestre 2021, il costo medio europeo del kWh ha un valore pari a 0,219 euro per i clienti domestici, con le tariffe più alte in Germania (0,319 euro/kWh) e Danimarca (0,290 euro/kWh).
La situazione è cambiata velocemente e oggi la Germania non riceve più gas dalla Russia, mentre dispone di tre rigassificatori galleggianti (FRSU) che consentono al Paese di importare GNL dal resto del mondo. Le importazioni di GNL oggi compensano circa il 15% delle importazioni precedenti dalla Russia (Figura1).