Domanda di: Pietro Sanna | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Di notte, viceversa, era possibile seguire l'andamento del tempo osservando ben 36 stelle che, dal loro sorgere, dividono la notte in 12 parti uguali. Con il tempo, per comodità, anche il giorno venne diviso in 12 parti e dunque la durata totale del giorno divenne di 24 ore, divisione che usiamo ancora oggi.
A qualcuno potrà suonare strano ma la Terra non ci mette 24 ore esatte per completare una rotazione (360°) su se stessa, bensì 23 ore, 56 minuti, 4 secondi. 24 ore, in realtà, è il tempo necessario perché il Sole torni nella stessa posizione del cielo.
Longyearbyen si trova nell'arcipelago delle isole Svalbard, in Norvegia. Qui, alla latitudine 78°13, per quattro mesi l'anno - dal 19 aprile al 23 agosto - il sole non tramonta mai. Questo fenomeno, detto sole di mezzanotte, vede la nostra stella madre brillare sopra l'orizzonte per 24 ore al giorno.
Perché il giorno sidereo dura meno di quello solare?
Il giorno solare ha una durata maggiore rispetto al giorno sidereo, infatti, mentre compie una rotazione, la Terra si muove anche lungo l'orbita attorno al Sole.
I primi a organizzare il tempo così come lo conosciamo oggi sarebbero stati i babilonesi. Già grazie a loro la divisione dell'anno era di dodici mesi, dovuti alle dodici fasi lunari, e quindi risultava logico dividere il giorno e la notte in dodici fasi di luce e dodici di buio, cioè le ventiquattro ore che conosciamo.