Il termine luce (dal latino lux) è riferito alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall'occhio umano, compresa tra 400 e 700 nanometri di lunghezza d'onda, ossia tra 790 e 434 THz di frequenza.
Luce deriva dal latino "lux lucis" dalla radice indoeuropea leuk-. Il corrispondente termine in greco è reso con l'aggettivo λευκός, «brillante, bianco».
La luce è un'onda elettromagnetica che si propaga nel vuoto; i raggi che percepisce l'occhio umano sono compresi nell'intervallo di frequenza fra 4∙10 Hz e 8∙10 Hz. L'insieme dei colori che formano la luce visibile è chiamato spettro e l'intervallo di frequenze campo visibile.
Originariamente la luce era intrappolata in una densa miscela bollente che comprendeva protoni ed elettroni. Poi l'espansione cosmica e il conseguente raffreddamento portò alla combinazione dei protoni e degli elettroni: nascevano così gli atomi neutri, e l'universo diventava improvvisamente trasparente alla luce.
La luce può essere considerata un'onda perché dà luogo a fenomeni, quali la rifrazione, l'interferenza e la diffrazione, che sono tipici delle onde. La vera natura della luce in realtà è molto complessa ed è stata spiegata grazie alle scoperte della fisica del XX secolo.