È considerata un gioco d'azzardo, perché, a ogni lancio, possono essere puntate delle somme di denaro. In quanto tale è proibita dalla legge, per la precisione dagli articoli dal 718 al 722 del Codice penale.
La morra ha origini antiche, la si giocava nelle osterie e nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. La inventarono (forse) gli egizi, la tramandarono i romani e oggi rivive, parzialmente, anche grazie alle manifestazioni come il Tocatì.
Le prime testimonianze del gioco della morra risalgono all'antico Egitto. Nel susseguirsi degli anni la morra ha sostenuto i suoi giocatori nei momenti felici e in quelli difficili. Durante la Grande Guerra è stata infatti uno dei pochi svaghi dei nostri soldati nelle trincee.
Come si gioca: due giocatori tengono la mano chiusa a pugno e la fanno dondolare seguendo il ritmo delle sillabe mentre scandiscono la frase “Alla morra cinese” (oppure “Carta-forbice-sasso”), quindi: “Al-la-mor-ra-ci-ne-se!” (o “Car-ta-for-bi-ce-sas-so”).
Come funziona? I giocatori abbassano contemporaneamente il pugno destro, distendendo rapidamente una o più dita e gridando un numero tra 2 e 10. Se il numero indicato corrisponde alla somma delle dita distese si segna un punto a favore di chi ha indovinato.