Domanda di: Ing. Marcella Longo | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Nell'alfabeto latino (che all'inizio era solo maiuscolo) la lettera "U" non esisteva, ma c'era solo la "V" che, secondo la pronuncia restituta, veniva usata e pronunciata a volte come "u" con il doppio valore di vocale e semivocale. In pratica il detto "In vino veritas" veniva (forse) pronunciato "In uino ueritas".
In origine, sia nella lingua latina e nell'italiano arcaico la v come lettera distinta non esisteva. Per distinguere i due suoni si diceva u vocale e u consonante (cioè v).
La forma U della lettera V comparve nelle iscrizioni latine fin dal 2° sec. d.C., ma fu solo una variante calligrafica; e tale si mantenne, maiuscola o minuscola, per molti secoli.
La lettera V è la ventesima dell'alfabeto latino, la sua origine risale alla “waw” dell'alfabeto fenicio, il cui significato è “uncino” o “chiodo”, e in seguito alla “upsilon” dell'alfabeto greco.
In Costituzione è scritto Repubblica Italiana perché negli anni quaranta, quando è stata scritta, era consuetudine "stilistica" mettere in maiuscolo tali concetti. Tanto è vero che nel trattato sull'Unione europea, scritto "qualche anno dopo", mettono l'aggettivo in minuscolo come da regole della grammatica italiana.