Perché l'Agenzia delle Entrate blocca i conti correnti?

Domanda di: Edilio Pagano  |  Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2026
Valutazione: 4.4/5 (30 voti)

L'Agenzia delle Entrate-Riscossione blocca i conti correnti principalmente per riscuotere forzatamente debiti fiscali non pagati (cartelle esattoriali, avvisi di accertamento, IVA, IRPEF, multe, contributi) tramite la procedura di pignoramento presso terzi. È una misura che non richiede l'autorizzazione di un giudice e può congelare il conto per 60 giorni, durante i quali ogni entrata viene trattenuta per coprire il debito.

Quando l'Agenzia delle Entrate può bloccare il conto?

In pratica, se non paghi le cartelle esattoriali, lo Stato può pignorarti il conto corrente. Come? L'Agenzia delle Entrate-Riscossione invia una comunicazione sia a te che alla tua banca: se entro 60 giorni non versi quanto dovuto, i soldi sul conto verranno prelevati per coprire il debito.

Come sbloccare il conto corrente bloccato dall'Agenzia delle Entrate?

In questo caso esiste però una scorciatoia per sbloccare il conto pignorato, vale a dire richiedendo un pagamento rateale: al pagamento della prima tranche, il conto viene sbloccato. Se il saldo del conto corrente è pari a zero, il giudice sblocca il conto corrente e il debitore torna libero di utilizzarlo.

Quali sono i motivi per cui un conto corrente può essere bloccato?

1. Motivi per cui un conto corrente può essere bloccato

  • Pignoramento da parte di un creditore.
  • Sequestro preventivo disposto da un'autorità giudiziaria.
  • Segnalazione per operazioni sospette (antiriciclaggio)
  • Saldo negativo o inadempimenti contrattuali con la banca.
  • Successione ed eredità (conto intestato a un defunto)

Quando scatta il blocco del conto corrente?

Il blocco del conto corrente viene attivato dalla banca quando quest'ultima si vuole tutelale dai rischi di insolvenza o dopo che ha ricevuto una notifica dell'Autorità giudiziaria su richiesta del creditore.

Revolut 2026: Evita Questo ERRORE o il Fisco Ti Trova (Guida Seria!)