La tradizione siciliana riporta che la brioscia cû tuppu fu inventata a Santa Teresa di Riva (in provincia di Messina), prendendo ispirazione dal seno di una donna. La parte più buona e più contesa, è appunto il cosiddetto “tuppo”, la parte superiore della brioche, molto simile le ad uno chignon.
Il nome brioche col tuppo deriva proprio dal loro aspetto che ricorda lo chignon che le donne siciliane usavano - e usano ancora - per tenere in ordine i propri capelli. In dialetto siciliano, questo, si chiama “tuppo”.
Il tuppo è quello che i francesi definiscono chignon. Guardando bene le brioche siciliane, noterete come sia la forma, che la proporzione ricordano esattamente la testa di una donna con lo chignon.
Le brioche col tuppo sono un vanto della pasticceria siciliana, soffici e golose si gustano in tutta l'Isola generalmente accompagnate da un'altra delizia tipica, la granita, ma si gustano anche ripiene di gelato.
Al posto delle brioches potreste prediligere una fetta di torta leggera e nutriente per la colazione. Fare una colazione light al bar mangiando una brioche è possibile a patto di limitare i danni: basta scegliere una brioche o un cornetto di piccole dimensioni e non farcito.