Etimologia dal latino capra, femminile di caper, dall'etimo incerto. Diecimila anni che stiamo insieme, noi e le capre. Le abbiamo addomesticate poco dopo il cane e da allora non hanno fatto altro, si direbbe, che starci dietro.
Le mammelle sono inguinali, in numero di due, raramente di quattro, di sviluppo vario, a volte riunite fino in basso e con capezzoli rivolti lateralmente, a volte, per buon tratto, distinte l'una dall'altra da un solco mediano e provviste di capezzoli grossi, lunghi, diretti più verticalmente (mammelle a bottiglia).
La capra domestica (Capra hircus Linnaeus, 1758 o, per alcuni autori, Capra aegagrus hircus) è il discendente addomesticato dell'egagro (Capra aegagrus) dell'Asia Minore e dell'Est europeo. L'esemplare maschio è detto becco, capro, caprone o, più raramente, irco.
Un modello che fa della capra un simbolo di prosperità, fertilità e abbondanza e che trova un riscontro emblematico nella Cornucopia, il corno dell'abbondanza originato da un corno della capra Amaltea, l'animale che aveva allattato Zeus nascosto dalla madre in una caverna del monte Ida, nell'isola di Creta.