Perché l'infiammazione è correlata al cancro?

Domanda di: Ing. Elio Galli  |  Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2026
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L'infiammazione cronica è strettamente correlata al cancro perché crea un microambiente che favorisce la trasformazione, la sopravvivenza e la proliferazione delle cellule tumorali. Lo stato infiammatorio persistente danneggia il DNA cellulare tramite radicali liberi (ROS/RNS), stimola la divisione cellulare rapida (aumentando il rischio di mutazioni) e favorisce l'angiogenesi (nuovi vasi sanguigni che nutrono il tumore).

Come l'infiammazione cronica favorisce la cancerizzazione?

L'infiammazione cronica ha un ruolo importante nell'insorgenza dei tumori. Si ritiene infatti che causi o influenzi l'insorgenza di 1 cancro su 5. Lo stato infiammatorio fa sì che il DNA delle cellule si replichi più velocemente e, più le cellule si replicano, maggiori sono le possibilità che si sviluppino tumori.

Quali sono i tumori che causano infiammazione?

Circa il 15 % di tutti i tumori maligni sono causati da infiammazione cronica. Esempi di ciò includono il carcinoma epatocellulare (HCC) causato dai virus di epatite B o epatite C, i cancri colorettali da colite ulcerosa e il cancro polmonare da irritanti chimici.

C'è una correlazione tra il tumore e la proteina C reattiva?

Tumori. Livelli elevati di PCR possono essere un indicatore di tumori maligni, soprattutto in fase avanzata. La correlazione tra proteina C reattiva alta e tumore è particolarmente evidente in neoplasie che causano infiammazioni croniche, come i tumori gastrointestinali.

Qual è la percentuale di tumori riconducibile ad un processo infiammatorio?

La presenza di infiammazione è una caratteristica condivisa da molti tumori: più del 20% delle neoplasie è indotto o aggravato da un processo infiammatorio.

Infiammazione cronica e cancro: prospettive terapeutiche