Durante la cottura di cibi può accadere che, l'olio (es. d'oliva, di mais, ecc.) contenuto in una padella prenda fuoco. Questo accade perché tutti i materiali combustibili (che possono bruciare), a una certa temperatura si possono incendiare in presenza di un innesco (scintilla, fiamma, attrito, calore,…)
La maggior parte degli oli vegetali ha un punto di fumo intorno ai 230°C, mentre i grassi animali come lo strutto o il grasso d'oca iniziano a fumare a circa 190°C.
Nessuna paura se si agisce in modo corretto, ossia mettendo sulla padella un coperchio: togliendo l'ossigeno la fiamma si spegne. Non bisogna invece usare l'acqua, come è istintivo fare, perché causerebbe una fiammata improvvisa e pericolosa.
Cosa succede se si mette l'acqua nell'olio bollente?
A contatto con l'olio bollente, dunque, l'acqua passa direttamente dallo stato liquido allo stato gassoso. Questo comportamento dell'acqua provoca una sorta di esplosione, attraverso la quale l'olio viene spinto con notevole violenza verso l'alto, raggiungendo punti distanti anche diversi metri dal punto di innesco.
Anche se potrebbe sembrare strano, l'acqua è composta da due gas che, presi singolarmente, sono altamente infiammabili: l'ossigeno, infatti, è responsabile di tutti i tipi di combustione che si realizzano sul nostro Pianeta e l'idrogeno viene utilizzato come combustibile per lanciare i razzi nello spazio!