LE CRITICHE AL MODELLO SHEIN: OMBRE SULLO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI. Una delle critiche mosse al modello Shein, ragazze, si basa proprio sullo sfruttamento della manodopera, punto oscuro non solo di questo brand ma che -a ondate- riguarda un po' tutti i marchi di fast fashion.
Secondo il marchio, vengono lanciati 500 nuovi articoli di abbigliamento al giorno. La spiegazione data sul sito è che testano un prodotto con una tiratura di soli 50-100 pezzi e, se vedono che la tendenza ha preso piede, iniziano la produzione di massa.
Shein prende le merci prodotte dalle sue fabbriche in Cina e le rivende direttamente al pubblico, senza intermediari (come fanno invece i grandi marchi) e abbattendo i costi.
Il ciclo di vita di un prodotto Shein, per esempio, è brevissimo poiché la qualità dei tessuti è bassa, i capi sono fatti apposta per essere indossati poche volte – una sorta di obsolescenza programmata – e poi annoiare in favore della nuova collezione.
I prodotti Shein sono per lo più realizzati in plastica. Quasi il 60% dell'abbigliamento femminile Shein è in poliestere e altri materiali derivati dal petrolio come nylon, acrilico, poliuretano (PU) o elastan.