I samurai non esistono più principalmente a causa della Restaurazione Meiji del 1868, che ha abolito la loro classe sociale per modernizzare il Giappone. Con l'adozione di un esercito nazionale in stile occidentale, la perdita dei privilegi feudali e il divieto di portare spade in pubblico, la loro funzione guerriera è diventata obsoleta, culminando con la sconfitta nella ribellione di Satsuma del 1877.
Il loro declino coincise con l'inizio dello Shogunato Tokugawa, che con la fine dell'epoca dei conflitti vide fortemente ridimensionata la loro figura, per poi essere completamente accantonata durante il Rinnovamento Meiji nel XIX secolo in favore di un esercito regolare di stampo europeo.
Infine, nel corso del XIX , la classe samurai venne ufficialmente abolita, quando il Giappone optò per un esercito regolare in stile occidentale, pur mantenendo il rigido codice d'onore che caratterizzò e ancora oggi caratterizza la società giapponese moderna.
Questa è la statua del leggendario Saigo Takamori, uno dei samurai più influenti di tutto il Giappone. Un uomo spesso considerato "l'ultimo vero samurai", la statua è un simbolo iconico di Ueno. Takamori è stato l'ispirazione per il blockbuster hollywoodiano "L'ultimo samurai".
Nel 1877 i samurai incontrarono la loro inevitabile fine. Sotto l'Imperatore Mutsuhito la modernizzazione del Giappone non dava più spazio ai supereroi con la katana. Ma la loro non fu una fine silenziosa.