Domanda di: Dr. Renzo Galli | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2026 Valutazione: 4.1/5
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Dire "bravo" ai bambini è sconsigliato, specialmente nell'approccio montessoriano ed educativo moderno, perché crea dipendenza dall'approvazione esterna, spostando il focus dal piacere personale del bambino al giudizio dell'adulto. Invece di incoraggiare l'autostima, questa parola può generare insicurezza e l'ansia di dover compiacere sempre per sentirsi amati.
In breve, «Bravo» e «Buon lavoro!» non rassicurano i bambini; li rendono meno sicuri. Potrebbe persino creare un circolo vizioso in cui più a lungo usiamo l'elogio, più i bambini sembrano averne bisogno, più li elogiamo.
L'origine di bravo è italiana, ma la parola è entrata in inglese nel XVIII secolo attraverso il francese, e come in francese anche nell'inglese britannico bravo si pronuncia con l'accento sulla seconda sillaba: /ˌbrɑːˈvəʊ/. È anche un internazionalismo: si esclama bravo in varie altre lingue europee.
Bravo è un aggettivo che comunemente associamo a chi compie la propria opera con impegno e abilità ottenendo un buon risultato, ma anche a chi è buono d'animo, onesto; bravo è inoltre usato come esortazione in tutto il mondo per applaudire e fare i complimenti a chi se lo merita.