Ci sono due fattori da considerare: il primo è che quando un vetro si forma è leggermente più debole in alcuni suoi punti rispetto ad altri. In questo senso, le bande sono in parte programmate all'interno del vetro. L'altro fattore è l'elemento di casualità.
Quando si cerca di piegare il vetro, un lato si allunga ed un altro si comprime. Il vetro infatti dimostra una notevole resistenza nella compressione, ma è la tensione invece che non riesce proprio a reggere. Ed ecco che anche la più piccola spinta, può farlo cedere in maniera catastrofica.
Quali sono le principali caratteristiche del vetro?
Il vetro è una massa omogenea, trasparente, impermeabile, resistente alla maggior parte delle sostanze chimiche, dura, fragile. La proprietà più importante è la sua trasparenza, cioè la capacità che ha di lasciarsi attraversare dai raggi luminosi.
Noto anche come “stress termico del vetro” è una particolare condizione che si verifica all'interno del materiale e che è determinata dalla variazione delle temperature. Quando lo sbalzo termico è brusco, si innesca una sollecitazione che può portare alla rottura della lastra.
Facendo per esempio fondere il comune zucchero e versandolo poi su una superficie fredda si ottiene un semplice esempio di 'vetro': un materiale solido trasparente di colore bruno che ha perso qualsiasi memoria della struttura cristallina del materiale di cui è formato.