Il nostro calendario, invece, prevede 365 giorni in un anno. Ciò comporta una discrepanza di circa 0,24 giorni all'anno. Se questo si accumula, dopo quattro anni si verificherà un disallineamento di circa 0,24 giorni x 4 = 0,9688 giorni tra le date del calendario solare e quelle del calendario gregoriano.
L'anno solare, ovvero il tempo che ci mette la Terra per completare un'orbita intorno al Sole, è di 365,24 giorni. Per compensare questa discrepanza, gli antichi Romani inserivano un giorno bisestile in febbraio ogni 4 anni. Questa è la stessa regola che utilizziamo oggi per il calendario gregoriano.
L'usanza di aggiungere al calendario un giorno ogni quattro anni alla fine di febbraio risale alla promulgazione del calendario giuliano nell'anno 46 a.C. Il giorno in più veniva introdotto, ogni 4 anni, dopo “il sesto giorno prima delle Calende di marzo”, divenendo il “sesto bis”, da cui l'aggettivo bisestile.
Un anno solare, cioè il tempo che la Terra impiega a fare un giro completo intorno al Sole, non è perfettamente divisibile in periodi di 24 ore, cioè in giorni: dura circa 365 giorni e 6 ore. Se tutti gli anni avessero 365 giorni, ogni quattro anni il calendario si troverebbe in anticipo di un giorno.
Tuttavia, gli anni secolari (come il 1900 o il 2100) devono anche essere divisibili per 400 per essere bisestili! Il 2024 è stato bisestile, ma il 2025 non lo è perché non è divisibile per 4.