Domanda di: Joseph Sorrentino | Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026 Valutazione: 4.4/5
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Omero si rivolge a Calliope, la musa della poesia epica, nel proemio dell'Iliade e dell'Odissea per chiederle ispirazione divina, assistenza e forza nel narrare le complesse gesta degli eroi e degli dei. Essendo la custode della memoria e dell'arte epica ("colei che ha una bella voce"), Calliope permette al poeta di diventare lo strumento attraverso cui le vicende vengono tramandate fedelmente.
Invocatio = invocazione: (verso 1): Il poeta esordisce invocando la musa Calliope per ispirare il suo canto e dargli la forza per narrare i fatti raccontati nel resto del poema.
Nell'Invocazione «Cantami o Diva» il poeta chiede alla musa della poesia epica Calliope (il suo nome significa «dalla bella voce»), di ispirare il suo canto, perché lo aiuti nell'impresa di narrare l'ira di Achille contro Agamennone e le conseguenze che ne derivarono: la morte prematura di tanti soldati greci valorosi, ...
Il proemio è l'introduzione con cui Omero chiede al Calliope - musa della poesia epica - di dargli la forza per raccontare i fatti che si svolgono nel poema.
Calliope dunque, la Musa il cui nome significa “colei che ha una bella voce”, era custode dell'identità di un popolo, un tema a cui i Greci erano particolarmente legati, poiché, essendo divisi in tante città-stato, trovavano nelle loro tradizioni e radici comuni il collante della grecità.