Dal latino librum, che indica una delle tre parti della corteccia dell'albero, la più interna e morbida (le altre sono scorza e alburno). La radice europea del termine è "lap" (sbucciare). In alcune piante, come il papiro o il lino, il libro si presenta come una lamina fibrosa.
s. m. [dal lat. liber -bri, che indicava originariamente la parte interna della corteccia che in certe piante assume aspetto di lamina e che, disseccata, era usata in età antichissima come materia scrittoria; di qui il sign. divenuto poi più comune].
Il primo libro moderno, stampato con una moderna pressa da stampa, è invece certo: si tratta un'edizione della Bibbia realizzata nel 1455 da Johann Gutenberg, un orafo e inventore tedesco di Magonza: è proprio grazie alla sua tecnica, chiamata stampa a caratteri mobili, che i libri iniziarono a diffondersi e a costare ...
Dalla natura: i più antichi materiali per la scrittura
Prima che la comunicazione fosse affidata alle pagine di carta dei libri, gli uomini scrivevano su altri sup- porti: foglie, pezzi d'osso, gusci di animali, pietra, argilla, legno, tavolette cerate, tessuto, papiro, pelli d'a- nimale.
Il libro è il mezzo utilizzato dall'autore per descrivere i suoi sentimenti e emozioni, oppure solo per narrare una storia inventata a realmente accaduta; in ogni caso il libro diventa un mezzo di comunicazione.